Ho conosciuto persone straordinarie,soprattutto tu,che lo sei anche per altre mille cose.
Ciò che rende straordinarie queste persone è il fatto che hanno dovuto raggiungere la cima del dolore ad una velocità stratosferica.
Questa cosa li rende tristi e probabilmente marchiati per sempre,impossibilitati forse a raggiungere la vera felicità.
Ma da quella cima si vede tutto,da cosi’ in alto si ha la percezione della vita,si vede piccolo ciò che è piccolo,e grande ciò che si avvicina alla cima,ciò che si avvicina a loro.
Se fossi una persona straordinaria,farei come loro,mi metterei a cercare persone sulle cime più alte ,quelli che ci sono arrivati alla propria, stessa ,velocità stratosferica.
Mi sentirei legato a loro,perché non si arriva li’, cosi’ in fretta, casualmente,riconoscerei quei tratti del loro viso ,e ad ogni tratto potrei dare un nome e forse anche un cognome.
E poi,come potrei non stimarli?come potrei non sentirmi in qualche modo attratto? In fondo hanno raggiunto la cima e sono vivi!
Si vede tutto da lassu’ ,però quando si guarda in basso non lo si riesce a fare per vedere gli altri,viene istintivo guardarci solo per accorgersi che in qualche modo ci si è arrivati,per esserne giustamente fieri e orgogliosi.
L’unica cosa che le persone straordinarie non riescono a vedere,sono gli altri modi per raggiungere la vetta ,non riescono a vedere quelli che la raggiungono lentamente,magari per tante piccole cose che li hanno costretti ad arrampicarsi passo per passo,lentamente.
Arrivati alla cima,questi ultimi,sono troppo stanchi per alzarsi in piedi e capire dove sono,rimangono li’ in ginocchio con il volto rivolto verso il basso a ripercorrere il proprio estenuante viaggio,senza esattamente aver la percezione dell’altitudine.
Vedono tutti questi omini sulla parete della montagna,e poi alzano lo sguardo dalla loro posizione genoflessa e vedono gli altissimi ,uomini straordinari.





